Sono nato il 28.4.1951 a Hirevo.
E un villaggio che non figura in nessuna
carta della Bulgaria per gli stessi motivi
per cui la Bulgaria non figura in
nessuna carta del mondo - un complesso
di inferiorita.
Per superare questo mio generico
complesso mi sono laureato in
Letteratura bulgara all'Universita di
Sofia, ho parlato per sedici anni alla
radio bulgara, sono apparso per tre anni
alla televisione bulgara, ho pubblicato
alcuni libri, una volta mi sono candidato
a Presidente della Bulgaria...
Come risultato, ho adesso uno dei piu
grossi complessi d'inferiorita della
Bulgaria.
Per questo, ovunque mi cerchiate, in
letteratura o in Bulgaria, io non ci sono
.

A cura di
Daniela Di Sora

Un saggio sorrise.
- Perche sorridi, o saggio? -
gli chiese
un uomo semplice.
- Non so -
alzo le spalle
il saggio.
- Se sapessi, non sorrideresti -
disse
l'uomo semplice.

C'era una volta un uccello di favolosa bellezza,
che viveva nei sogni dei pittori,
dei poeti e dei cacciatori.
I pittori lo dipinsero per tutta la vita,
ma non riuscirono mai a farlo bene.
E la gente disse loro:
- Dal momento che non riuscite a dipingerlo,
vuol dire che un uccello simile non esiste.
I poeti lo descrissero per tutta l'eternita
ma la descrizione non era mai veritiera.
E la gente disse loro:
- Dal momento che non potete descriverlo,
vuol dire che un uccello simile non esiste.
- Come, non esiste! - gridarono i cacciatori.
Afferrarono i fucili, spararono ai sogni
e uccisero l'uccello.
Poi lo imbalsamarono.
E la gente non disse nulla.

Un
uomo
aveva
una mucca.
Questa
gli dava
del latte.
La mucca
mori.
L'uomo
le innalzo
un monumento.
E continuo
a mungerla.

Dopo aver tanto volato
un'aquila giunse sulla vetta.
E resto sbalordita.
La vetta era occupata da una lumaca.
- E chiaro - le spiego la lumaca, -
io qui ci sono nata.

L'ariete e l'aquila
giunsero
sull'orlo di un precipizio.
- Il precipizio! –
grido l'ariete.
- E allora?
- disse l'aquila
e continuo
a volare.
L'ariete la segui.
Gli andarono dietro le pecore.

Un giorno gli animali gridarono:
- Abbasso lo zar!
- Ricordatevelo una buona volta: -
disse lo zar agli animali
- fintanto che ci saranno ancora fra voi
lupi,
papere,
serpenti,
asini,
scimmie,
avrete pure uno zar.

Arrivederci!

Un tizio scrisse una favola.
La gente si meraviglio del suo coraggio civile.
Lo stesso sindaco della citta si felicito con lui.
Il favolista ringrazio
il sindaco che aveva creato in citta le condizioni
per cui scrivere una favola era espressione
di coraggio civile.

Una nave affondava.
I passeggieri si radunarono sul ponte.
E presero la decisione di sostituire il
capitano.

 

 


Da certe persone arrivarono in volo dei pappagalli
I pappagalli dissero:
- Voi siete le persone piu felici della terra,
voi siete le persone piu felici della terra,
voi siete le persone piu felici della terra...
Si trattava di un vecchio numero da circo,
ma quelle persone credettero ai pappagalli.
Le persone piu felici della terra,
naturalmente, siete voi!

Un despota solitario
aveva il suo popolo e lo tiranneggiava
da mattina a sera.
Ci parlava,
gli cantava canzoni,
lo nutriva, •
lo modellava,
rompeva le persone una a una per capire
come fossero fatte,
e poi lo rimpastava in un'unica massa,
lo infilava vuoi nel freezer,
vuoi nel forno,
lo faceva scendere in strada,
lo obbligava a piangere o a ridere,
a ubriacarsi,
ad andare al cesso
o a lavorare fino alla morte.
Neanche durante la notte
il despota solitario
si separava dal suo popolo,
e si metteva a dormire con lui.
E quando tutto questo venne a noia
al despota solitario,
che getto via e dimentico il suo popolo,
il popolo non si senti libero, ma solo.

Un generale della riserva
si sposo e visse felice.
Aveva a chi ordinare
quando svegliarsi e
quando andare a letto,
cosa mangiare
e cosa non mangiare,
cosa indossare
e cosa non indossare,
cosa preferire
e cosa non preferire,
cosa amare
e cosa non amare,
cosa pensare
e cosa non pensare.
Ma ancora piu felice
visse il generale
della riserva
quando gli nacque
un figlio.

Un riccone
comprava amici.
Uno da svegliare in
piena notte,
un altro per mangiare,
bere e andare a donne,
un altro per dei servizi,
e un altro ancora
per ogni evenienza.
E quando il riccone
rimase senza il becco di
un quattrino,
si radunarono
tutti gli amici
e lo vendettero.

Un tizio
di un posto
dove
la gente
si divide
in nostri
e vostri,
non sapeva
da che parte
stare.
Un giorno
pero
non gli
chiesero
tu
da che parte
stai e lui
capi di non
essere
dalla parte
di quelli che
chiedono
tu
da che parte
stai.

A una fabbrica di marionette
ordinarono di produrre
bambini di gomma,
maestri di legno,
soldatini di piombo,
medici di plastica.
Per un errore di produzione,
dalla catena di montaggio della fabbrica
venne fuori anche un uomo vero.
Con quello tutte le marionette
si misero a giocare.

Sul ring si affrontavano il Bene e il Male.
La gente scommise sul Male.
Il Male vinse.
La gente guadagno

Sono Ivan. O John in inglese.
No, o sono Ivan o sono John.
John non avrebbe esitazioni, sicuramente
sono Ivan.
Non ho vinto alla lotteria, mi sono fatto una macchia
sui pantaloni, ho avuto un incidente con la macchina,
nessuno mi vuole bene, mi lamento:
vuol dire che sono Ivan.
Non fumo, pattino nel parco, partecipo a una gara,
sto bene: vuol dire che sono John.
Se perdo la gara, e la fine: Ivan.
Se perdo la gara, e solo l'inizio: John.
Il mondo e storto, e io lo cambiero: Ivan.
Il mondo e meraviglioso, e io cambiero...
La politica...
I soldi...
Non posso...
Posso...
Sono colpevole...
Sono fiero...
Loro...
Io...
Che mi succede?...
Da Ivan si puo diventare John,
ma da John non si diventa Ivan...
Chi l'ha detto?...

I carcerati di Novo Selo
furono liberati e si misero
subito in viaggio per Parigi.
La strada pero passava
attraverso il giardino
zoologico, e le sbarre
li affascinarono al punto
che rimasero la.

Sulla tavola rinsecchisce un pezzo di pane.
Due cani gli girano attorno
affamati.
Uno afferra il pane e fugge,
l'altro lo raggiunge,
gli prende il pane
e lo rimette sulla tavola.
Un cane muore di fame,
l'altro al posto di guardia.

Un tizio
aveva
un sogno
bulgaro.
Il sogno
era che
l'inverno
passasse.
E che dopo
l'inverno,
passasse
la primavera.
Ma quello
che il tizio
non osava
nemmeno
sognare,
era
che
dopo la
primavera
passasse
anche
l'estate.

Nel mondo dei nani
tutto e piccolo
ma questo i nani
non possono saperlo.
Nel mondo dei giganti
tutto e enorme
ma questo i giganti
non possono saperlo.
Nel mondo delle persone normali
tutto e normale
ma questo le persone normali
non possono saperlo.

Ho messo su famiglia.
Non sono in grado di assicurarle una casa,
tranquillita, futuro. So scrivere soltanto satira.
Attenuate il vostro verdetto su di me.
Ho moglie e un figlio.

Si, ma adesso non e il momento -
dissero a un tizio
99 98 97 96 95 94 93 92 91 90 89 88 87
86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75
74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64
63 62 61 60 59 58 57 56 55 54
53 52 51 50 49 48 47 46 45
44 43 42 41 40 39 38 37
36 35 34 33 32 31 30
29 28 27 26 25 24
23 22 21 20 19
18171615
14 13 12
1110 9
876
54
3
2
1
anni
fa
.

Sogno di vivere in una barzelletta cretina. Insieme con
un americano e con uno svedese. L'americano pascola
mucche, lo svedese costruisce un parlamento, e io costruisco
un recinto attorno alla mia casetta. Il mio scopo
e quello di costruire un recinto piu alto di un grattacielo,
ma non ho materiale a sufficienza, e per questo posso
fare solo un recinto piu basso della casa. Comincia a
piovere e indosso il mio impermeabile nero, scavo un
tunnel sotto il recinto e vado a guardare l'americano che
canta sotto la pioggia. Ci presentiamo. Viene fuori che
lui non si era affatto accorto ne di me, ne della mia casa,
ne del mio recinto. Parlo air americano di arte americana:
Thomas Saly, William Merritt Chase, George Bellows,
Barnett Newman, Ag Rainheart, George Segai,
Saul Steinberg... L'americano ringrazia e vuole pagarmi
per la lezione. Ci si avvicina lo svedese in punta di piedi.
Ci chiede se consideriamo lesivo per la nostra liberta se
la sera - tra le 17,10 e le 17,45 - va a farsi una passeggiata
fuori della barzelletta. Intanto da Stoccolma sono
interessati all'opinione dello svedese riguardo a una leg-
ge in preparazione per i pesci d'appartamento: si deve
vietare o no il loro allevamento in acquari con dimensioni
inferiori a 90x50x40? Dico allo svedese e all'americano
che conosco un tizio che lavora come guardiano a
un bacino artificiale e posso pescare anche quando la pesca
e proibita. L'americano e lo svedese o non capiscono
quello che dico o fanno finta di non capire. Dico: iiiih,
guardate un po' lassu in alto, quelli alzano il capo, assesto
un calcio a ciascuno e, sghignazzando, mi ritiro dietro
il recinto. Comincio a incavolarmi con il mio sogno.
Perche l'americano canta sotto la pioggia e io, che conosco
l'arte americana meglio di lui, lo guardo spaventato
da sotto il cappuccio dell'impermeabile nero ? Perche lo
svedese, che non sa che cosa sia la schiavitu, ne che cosa
sia il terrore, ne che cosa sia la violenza, apprezza la
liberta piu di me? Perche io possiedo l'istruzione e
quelli la cultura? Perche vivo in un sogno cosi cretino?
Perche il mio sogno non dipende affatto da me ? No, in
questo modo non si puo andare avanti. Mi rimetto a
dormire.

 
 

 


I turchi ci fanno il pane
I francesi il formaggio
Gli inglesi le bevande
I greci gli aperitivi
I cinesi le mutande
Gli austriaci i reggiseni
Gli svizzeri gli orologi
I giapponesi i televisori
I tedeschi le macchine
Gli asiatici i computer
Gli americani i film
I russi le pistole
Questo vuol dire essere un grande popolo

Milioni
Vissuti di stenti in schiavitu
Centinaia
Periti per la loro liberta
Gli eredi orgogliosi
Di sapere la storia

Guarda i sopravvissuti.
Sui visi le maschere del dolore.
Sui visi le maschere del successo.
Messe per istinto di sopravvivenza.

Da secoli sto dietro questo quadro e ho
coperto di ragnatele tutto quello che si
puo vedere in esso. Ora il mio compito e
quello di avvolgere con la mia ragnatela
anche le cose che non si possono vedere.
La maggior parte delle mosche viene da li.
Le mosche sono dannose, per questo le anniento.
Se non le annientassi non sarebbero
tanto dannose, naturalmente. Ah, si, sono
dannose anche perche volano. Io sono
utile perche anniento le dannose mosche. E
per essere sempre piu utile, devo annientare
un numero sempre maggiore di mosche.
E per annientare un numero sempre maggiore
di mosche, devo allargare sempre di
piu la mia ragnatela. E per allargare sempre
di piu la mia ragnatela, devo avvolgere
con lei anche le cose che non si vedono.
Come vedete, sono dotato di una logica
ferrea. Se non hai una logica ferrea, non
puoi annientare nulla. La logica ferrea e
superiore alla logica, come dico sempre io.
Ma la ragnatela non e solo scienza, no, la
ragnatela e soprattutto arte. Anche se non
facilmente accessibile, quest'arte occupa un
posto sempre maggiore alle mostre. Dove
c'e arte ci sono ragnatele, come dico sempre
io.
Anche se ho passato innumerevoli notti
insonni in un'attesa immobile, non ho di
che lamentarmi.
Primo, sono tuoi tutti gli angoli del mondo.
Io personalmente preferisco l'angolo
retto tradizionale, con un'inclinazione di
piu o meno 5 gradi. Perche e bello. Vedo
che i ragni giovani sono attratti da angoli
piu acuti. Che cosa ci trovino di tanto interessante
non mi e chiaro, ma non mi
immischio: si caccino pure dove vogliono,
l'importante e che svolgano bene il proprio
lavoro. Affar nostro e farci gli affari
nostri, come dico sempre io scherzando.
Secondo, l'atto della creazione. La consapevolezza
di dare qualcosa di se ogni volta
che produci un filamento. La traccia che
lasci dietro di te... Questo lo puo provare
solo un genio dello spirito.
E terzo, tutto il piacere della caccia. Ah, dopo
che hai sistemato la tua rete nei minimi
dettagli non ti rimane altro che aspettare il
segnale di allarme da uno dei filamenti.
Ogni segnale di allarme e una buona notizia,
come dico sempre io.
E poi, il trionfo della ragione, come e ogni
ragnatela, sul caos, come e il volo di ogni
mosca, lo sbattere della sua testa nella re- *
te invisibile, il riconoscimento della propria
nullita e, alla fin fine, della propria
dannosita.
E in ultimo la raccolta del frutto, che ti
colma di succhi vitali per nuove vittorie.
La vita !
L'unica cosa cui bisogna fare attenzione e
il vento. Se non si fa attenzione, il vento
puo portarti via con la tua ragnatela e tutto
il resto. Per questo la ragnatela si costruisce
in modo da non costituire un
ostacolo per il vento, e il vento, leggero o
debole che sia, possa passarci attraverso.
Se riesci a gestire anche il vento, non hai
altri problemi, puoi durare secoli.
Ci sono domande?
Mi pare che un filamento stia tremando.

Abbiamo la terra
Abbiamo l'acqua
E ci facciamo il fango

Spira un venticello
Mormorano i ruscelletti
Spuntano i fiori
Suonano le campane
Belano gli agnellini
Li sgozzano

E chiaro che sono capitato da un bravo barbiere: sull'asciugamano
che mi ha messo attorno al collo non ci sono
tracce di sangue. Esiste gente di ogni tipo, perche
mai non dovrebbero esserci anche dei bravi barbieri?
Anche se il camice bianco non permette una valutazione
precisa, sembra piu grasso che magro. Ho letto che *
le persone grasse sono buone... O l'ho studiato? Ecco,
qui, li scorci appena dietro le orecchie, gli diro, e anche
qui, appena un po' sul collo, gli diro... No, magari si offende.
Magari pensa che non lo ritengo capace, che immagino
che non sappia fare bene il suo lavoro. E mi
concia per le feste. E poi non ho sentito il tizio prima di
me dirgli come voleva che gli tagliasse i capelli. Quando
si e alzato pero, sembrava soddisfatto. Gli ha lasciato
pure la mancia. E perche non lasciargliela prima, una
bella mancia?... No, magari lo prende per corruzione, lo
considera una violazione dell'ordine delle cose... Lo
compro con la fiducia. Con la fiducia si comprano anche
quelli che non puoi comprare con i soldi. Questo l'ho
letto. O l'ho studiato?... Mi devo calmare, gli devo far
capire che affido la mia testa nelle sue mani del tutto
spontaneamente, con grande desiderio... Ma questo senza
dubbio lo sa gia. C'e stato un tempo in cui alla poltrona
del barbiere ti ci trascinava un poliziotto, ma adesso
e diverso. Adesso uno va verso la poltrona del barbiere
in modo assolutamente cosciente, ormai ci sono
le code davanti alle poltrone del barbiere e tutti fanno
il possibile per ficcare la propria testa nelle mani del
barbiere. E solo un riflesso condizionato formatosi nel
corso degli anni se, quando mi mettono un asciugamano
attorno al collo, mi vengono i sudori freddi... Meno
male che sono capitato da un barbiere grasso, la
gente grassa e tollerante nei confronti del sudore...
Sorride... Gli e venuto in mente qualcosa di piacevole e
sorride... L'uomo che possiede la memoria non puo non
avere rispetto per la testa di un altro... E questo l'ho letto,
Tho studiato?... Chi se lo ricorda...
Eh, se solo li scorciasse appena un po' qui, dietro le orecchie,
e appena un po' qui, sul collo, sarei l'uomo piu felice
del mondo... Signore Iddio, ma perche succede sempre
che mi taglio i capelli non come voglio io ma come
vuole il barbiere? Dove ho sbagliato, in che modo Tho
provocato? Ecco che ho chinato la testa, ho spinto il
collo in avanti con tutte le mie forze, e sto immobile,
non oso nemmeno asciugarmi il sudore... Ci deve essere
qualche ragione segreta per cui i barbieri si comportano
cosi con noi, non posso spiegarmelo in altro
modo. Penso persino che, come il pittore ha il diritto di
dipingermi a suo gusto, cosi il barbiere ha il diritto di
tagliarmi'i capelli o la barba a gusto suo. E se mi apre
un sentiero in testa, se mi fa tutto riccio, se mi taglia,
sono solo affari suoi, e a me non mi riguarda proprio.
Penso persino: chi e piu in alto nella gerarchia sociale, il
pittore o il barbiere? Penso persino: quando per la bellezza
arrivera il momento di salvare il mondo, noi chi
sceglieremo, il pittore o il barbiere?... Mi guardo allo
specchio e non mi riconosco. Vuol dire che il barbiere ha
fatto un buon lavoro... Chi e il prossimo?


 
 

 

 


Tu sei solo
E alla fin fine devi accettare
Questo pensiero
Dico a...
Dico a me stesso



 
 



 


Ci siamo messi in cammino.
I leader politici
hanno occupato i posti
dei capi spirituali.
Dove siamo arrivati.

Siamo tutte persone di cultura
e io so come ci si comporta in societa.
Saluto
Sorrido
Chiedo se posso rendermi utile.
E mi preoccupo che non diciate che questa e ironia.

Una foresta.
Dov'e il suo inizio non lo so.
La sua fine e nella scure che porto.

Quanto piccolo e l'oceano
Quanto piccolo e il mare
Quanto piccolo e il fiume
Quanto piccola e la sorgente
Quanto piccolo e il bicchier d'acqua
Perche mi ci sciolga

 
 



 

Una bella sera da noi sono arrivati al potere i nostri. Li
aspettavo da tanto di quel tempo, e me ne sono rallegrato
molto. Gli ospiti precedenti, che erano stati da
noi al potere, non avevano lasciato niente da bere e da
mangiare, ma i nostri mi dissero di non preoccuparmi,
il fatto di essere arrivati al potere da noi gli faceva da
cibo e da bevanda. Ecco, non sono come gli altri, canticchiavo
in bagno e il cuore mi si riempiva di entusiasmo.
Li accompagno a letto e il giorno dopo li vedo
uscire da sotto il letto, coperti di ragnatele: si erano
messi a cercare i nemici nascosti. Pensai che stessero
scherzando - prima che arrivassero da noi al potere, li
avevo visti scherzare in questo modo - ma quando gettarono
il letto fuori dalla finestra capii che ormai non
scherzavano piu. Mi venne da piangere. Scavai una buca
in terra e vi urlai dentro: "Ma perche, re Mida, perche,
visto che ci sono i nostri al potere?" E l'eco mi rispose:
"Potere, potere, potere..."

Silenzio
Ascolto l'orologio
Misura il tempo
Rompo l'orologio
Silenzio
Ascolto il cuore
Misura il tempo

O combatto o muoio
C'e di che morire
Non c'e di che combattere

Una cella
Sbarre
Condannate ad arrugginire

Noi li amiamo, i nostri. Eh, non e proprio che li amiamo,
quanto piuttosto che li rispettiamo. O piu esattamente,
crediamo in loro. Eh, non e proprio che crediamo
in loro quanto piuttosto non ne vogliamo altri. Cosi
e piu esatto: non ne vogliamo altri. Forse sono un po'
grezzi, ma li vogliamo cosi. Conoscono in tutto cinque
parole: Viva', 'abbasso', 'nero', 'bianco' e... un'altra, ma
noi capiamo tutto di loro. Non sono come alcuni che ti
dicono cento parole e non solo non riesci a capire quello
che ti dicono, ma ti riducono a uno sputo. Non e che
proprio ti riducano a uno sputo, ma ti ci fanno sentire,
come uno sputo... Ti fanno sentire una nullita... filosofi
di tutti i tipi... Quando ti paragoni a quelli... quando invece
ti paragoni ai nostri, non ti senti uno sputo ma
uguale a loro. E per questo che noi li amiamo... Non e
che li amiamo, ma insomma... siamo per loro.
Non avrebbero morale, ne dignita, ne educazione. E vero,
non ce l'hanno. E ringraziamo Iddio, perche e questo
che ci rende liberi. Dal momento che loro fanno
quello che vogliono, senza tener conto di nulla, allora
anche noi possiamo fare quello che vogliamo. E questa
e la liberta, non e vero ?
Sono stati i nostri a portarci la liberta e non quelli di
cui si scrive che si sono battuti e sono morti per la nostra
liberta...
Davanti a loro noi non ci sentiamo liberi, ma colpevoli
e i colpevoli non sono mica liberi, non e vero? Mentre
davanti ai nostri ci sentiamo assolutamente liberi...
E allora noi i nostri li rispettiamo. Non e proprio che li
rispettiamo, ecco, ma siamo per loro...
Non sarebbero democratici... Che vuol dire democratici,
domando io. Stare seduto ad ascoltare le spiegazioni
di tuo figlio, invece di mollargli due ceffoni? Oppure
sopportare paziente come un bue che qualche sconosciuto
ti stia tra i piedi? Ah no, non e vita questa, non
abbiamo nessun bisogno di democratici di questo tipo,
ve lo garantisco... Abbiamo bisogno di democratici che
ci rendano la vita migliore, non peggiore, e abbiamo bisogno
che si realizzi quello che vogliamo, visto che non
ci metteremo a volere qualcosa di brutto per noi, non e
vero?
Si rivolgerebbero a noi con disprezzo... Ci chiamerebbero
'massa'. Ma se solo sapessero come li chiamiamo noi!

Mi hanno apprezzato
E io mi sono venduto

Sono nato uomo.
Non sono nato coniglio,
da fuggire davanti a tutti.
Sono nato uomo.
Non sono nato cane,
da chinarmi servilmente e abbaiare.
Sono nato uomo.
Non sono nato toro,
da correre da una vacca all'altra.
Sono nato uomo.
Essere uomo e difficile,
ma se si vuole
si puo sempre vivere
da animale.

Non penso al giorno dopo
Il tramonto e sempre bello

 
 

 


Il re del mondo chiese ai suoi saggi:
- Che mondo e questo?
I saggi risposero:
- Tutto e rappresentazione, Vostra Altezza!
- Tutto e lotta, Vostra Altezza!
- Tutto e libido, Vostra Altezza !
- Tutto e zen, Vostra Altezza!
- Tutto e relativo, Vostra Altezza !
- Tutto e predestinato, Vostra Altezza!
- Tutto e assurdo, Vostra Altezza!
- Tutto e ridicolo, Vostra Altezza! - intervenne
anche il buffone.
- Tutto e chiaro. - disse il re. - Siano inflitte
cento frustate al buffone.

 
 


 


Che cosa e la vita?...
Perche io... mentre invece lei?...
Poi quando io... lei?... Perche?...
E come mai lei... e io?...
E perche io non... mentre lei?...
Vuol dire che lei... e io... i
Perche lei... e io?... Perche quando lei...
io?...
E quando lei... io?... E viceversa.
Perche?...
Era destino che io... e lei?
O e stato solo un caso che io... e lei?
E quando io... lei?...
Cosa e stato allora?...
Ma se io non... lei avrebbe allora?...
E perche lei si... e io no?...
Si, la vita e...

Signore Iddio
Non mi lasciare da solo
A scegliere il castigo
Scegliero il piu leggero
O il piu pesante

 
 

 


Lotto per il potere
Se vinco
Perdo solo me stesso

- Salve !
- Salve !
- Come stai?
- Bene grazie, e tu?
- Grazie, anche io. E il piccolo come sta?
- Bene, grazie. E il tuo?
- Grazie, anche il mio.
- Sembra un'eternita che non ci vediamo!
- Proprio cosi.
- E come va?
- Grazie, va bene. E tu?
- Grazie, anche io. E il piccolo?
- Grazie, anche lui va bene. E il tuo?
- Grazie, anche il mio.
- Questa e la cosa piu importante!
- Chiaro!
- E per il resto come va?
- Grazie, va bene. E tu per il resto?
- Grazie, anche a me va bene.
- Questa e la cosa piu importante.
- Visto che i bambini stanno bene...
- Questa e certamente la sola cosa che conta...
- Sicuro...
- Eh...
- Senti, perche non ci vediamo qualche volta, eh? - Okkey.
- Allora ci vediamo?
- Ci vediamo...
- Siamo d'accordo?
- Certo che siamo d'accordo...
- Se vuoi, ci si puo vedere presto, eh?
- Si, dai.
- Sapessi quanto mi fa piacere che ci vedremo presto.
- Pure a me !
- E il piccolo, certo e molto cresciuto !
- E piu alto di me!
- Anche il mio.
- Eh, per questo sono piccoli, per crescere...
- Proprio cosi.
- Dai, racconta...
- Va tutto bene... Pensavo di andarmene da qualche
altra parte, qui proprio...
- Ah, qui e un disastro!
- E per questo pensavo di andare da qualche altra
parte...
- Perche non vieni a trovarci qualche volta?
-Grazie!
- Ci beviamo un bicchiere di champagne...
- Lo champagne e meglio tenerlo di riserva.
- Per quando lo dobbiamo tenere di riserva?- Per una festa...
- Per quale festa?
- Per qualche festa... Una volta...
- Da qualche parte...
- Per qualcuno

Posso accogliere in me tutto il mondo
Non sono molto innamorato
Sono molto vuoto

Concittadini,
lo riconosco: ero un idealista.
Scrivevo satira,
schernivo i consumisti, gli avidi di denaro,
i burocrati, i demagoghi.
Non ho cambiato niente e nessuno.
Ormai non sono piu idealista.
Scrivo domande in carta da bollo.
Vi prego cortesemente di astenervi dall'essere
consumisti, avidi di denaro, burocrati,
demagoghi.
Nella speranza di veder accolta
questa mia domanda.
Con ossequio
Ivan Kulekov


Due fratelli furono citati in giudizio davanti al tribunale.
Il primo creava illusioni alla gente,
il secondo le distruggeva.
Nessuno perdono il primo.


Interrogo la cassetta delle lettere
Voglio estorcerle la prova che esisto
Frugo nel suo occhio
Strappo la sua bocca
Squarcio il suo stomaco
Qualcosa cade ai miei piedi
La bolletta della luce

Mi metto a detestare
Quello che ho amato e perso
E mi sento meglio
Mi metto a detestare me stesso

Continuo a mettere in ordine ogni cosa
Come mi sopporta Iddio non lo so

Si infettera
La ferita
Rimarra una
Cicatrice
Sulla cicatrice
Sulla cicatrice
Sulla cicatrice


Qui accanto e nelle due pagine successive sono
riprodotti alcuni originali delle opere di Ivan
Kulekov tratti dalle edizioni bulgare.
Scritture, foto, disegni, foto con scritte: le basi
per l'edizione di questo libro.
Li pubblichiamo per dare modo al lettore di
capire meglio la grande liberta che,
traducendoli, ci siamo presi nei confronti di
scritte, disegni con scritte, scritte su foto.
Alcune volte io ho scritto in stampatello, per
me piu immediato del corsivo calligrafico (che
sembra invece piu spontaneo per Kulekov),
altre volte ho usato la mia pessima calligrafia
perche proprio non se ne poteva fare a meno;
a volte ho messo fuori dalle foto i testi che
negli originali sono dentro (e il senso della
comunicazione cambia molto perche
l'intervento, da spontaneo e contemporaneo
alla foto, appare successivo e piu meditato);
alcune volte ho utilizzato i disegni originali
sostituiendo solo la scrittura di Kulekov e a
volte ho utilizzato invece scritture e disegni
fatti da Silvano Fassina per l'edizione di
qualche anno fa di alcuni aforismi (con o senza
illustrazioni).
Ripetiamo che tutto e stato fatto con molta
liberta perche ci sembra di esserne stati
autorizzati dallo stesso Kulekov che cambia
continuamente i modi grafici nelle sue edizioni
originali, ma anche e soprattutto perche
stimolati e sollecitati dalle sue parole libere:
forse anche per il lettore potrebbe essere un
buon esercizio di liberta quello di prendere
carta e penna e riscrivere, ridisegnare le cose di
Kulekov e magari da li prendere il volo per
nuovi, personali sogni, [A.L.]


La frusta di parole
di Daniela Di Sora

Insieme alla letteratura bulgara moderna nasce anche
la satira. Quando i generi letterari sono in Bulgaria
ancora imprecisi, quando il romanzo, il racconto,
la narrativa di viaggio, il teatro tardano ad affermarsi,
gli intellettuali gia irridono e sbeffeggiano il potere,
i pavidi, i tiepidi, gli avidi: Petko Slavejkov, Christo
Botev, Ljuben Karavelov sono i primi a sferzare i
ricchi e i potenti, prodighi solo a parole di carita
cristiana come di soldi e aiuti alla causa
dell'indipendenza.
Nel corso dei decenni successivi la tendenza si
rafforza: Stojan Michajlovski, attraverso la lente
di un pessimismo nutrito alla scuola degli
enciclopedisti francesi, usa favole, epigrammi e satire
per raccontare la palude morale della vita politica
del tempo, e mette alla berlina personaggi politici
in vista e l'intera corte. Piu o meno nello stesso
periodo nasce la "Vesela Balgarija" (Bulgaria allegra),
un circolo di intellettuali buontemponi che si riunisce
periodicamente e annovera fra i propri membri
il narratore Aleko Konstantinov. Il suo Baj Ganio,
prototipo del bulgaro arrogante e incolto, nasce nel
contesto dissacrante di queste serate. Rozzo, dotato
di una istintiva furbizia ma impermeabile a ogni tipo
di cultura, ha affinato nel corso dei secoli una capacita
di sopravvivere e di sfruttare le situazioni che la
relativa democrazia del periodo successivo alla
Liberazione trasforma in cinismo e sfrontatezza.
L'episodio Le elezioni di Baj Ganjo e un capolavoro
di amara comicita, una rappresentazione della societa
bulgara degli anni Novanta dell'Ottocento degna
di Gogol', con i personaggi impegnati a cambiare
casacca e a preparare brogli, con la corruzione,
le intimidazioni all'avversario... La straordinaria
modernita anche linguistica di Aleko Konstantinov fa
del suo personaggio non una macchietta, ma
l'interprete di un'epoca, dotato di tragicita e di
spessore universali, che muove al riso e indigna,
che diverte e offende.
Anche i primi decenni del secolo scorso vedono
un fiorire di riviste satiriche, come "Smjach" (Riso),
"Baraban" (Il tamburo), "Smjach i salzi" (Riso e
lagrime), "Balgaran" (letteralmente Bulgaraccio,
termine ironicamente denigratorio con cui i bulgari
alludono a se stessi, "Cerven smjach" (Riso rosso),
una rivista di umorismo di classe, decisa a fare
della satira un'arma proletaria. E naturalmente
neanche l'occhiuta censura del regime filosovietico
ha potuto, nei circa quarantacinque anni di
sopravvivenza, cancellare la satira.
Un nome per tutti: quello di Radoj Ralin,
che percorre impavido questi decenni continuando
a pubblicare fra varie difficolta miscellanee, poesie,
epigrammi, racconti corrosivi. La sua raccolta Ljuti
cuski (Peperoncini piccanti), pubblicata per la prima
volta nel 1963 e immediatamente esaurita, diventa
oggetto di vero culto.
Gravata da un peso extraletterario, condannata
dalla tragica storia del paese ad assumersi il ruolo
di stimolo intellettuale, la comicita bulgara
non e dunque quasi mai fragorosa, e difficilmente
sfocia in una risata liberatoria. Prevale invece
la passione civile, a volte l'impeto moralizzatore,
la gogoliana frusta di parole. Spesso si mimetizza,
divaga, si affina, usa le armi sottili dell'ironia
e soprattutto non teme di assumersi responsabilita
politiche.
Erede di una cosi lunga e ricca tradizione, Ivan
Kulekov nasce nel 1951 nel villaggio di Hirevo.
Studia da chimico a Ruse e comincia prestissimo,
alla fine degli anni '60, a pubblicare caricature su un
giornale locale. Non sono anni facili. Offrono pero
materiale certamente ricchissimo e stimolante
a questo ennesimo Davide bulgaro, armato solo della
sua fionda verbale. Il primo libro infatti, Iz nov rea
(Da un nuovo ordine), ha una gestazione
lunghissima: iniziato alla meta degli anni '70, viene
sistematicamente rifiutato da tutte le case editrici,
e solo nel 1982 e pubblicato a Varna. Nasce allora
la straordinaria popolarita di Ivan Kulekov che
con le sue prose svagate, il continuo slittamento
di senso, la leggerezza, si fa interprete di un disagio
acuto e diffuso.
Il secondo libro, Rakopisi (Manoscritti) e i successivi,
il lavoro radiofonico nella redazione di "Umorismo
e satira", la partecipazione settimanale alla
trasmissione televisive "Variante 3" e l'ennesimo
sberleffo della candidatura a Presidente
della Bulgaria non fanno che alimentare e dilatare
questa popolarita.

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